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             Si realizzano quadri ad olio ed altre tecniche - ritatti - disegni per eventi e cerimonie

 

HANNO SCRITTO DI LUI

 

 

Franco Venanti, oltre che al fatto pittorico in se, è sempre stato interessato al fatto. uomo » nella società in cui vive, con tutto il male ed anche il bene; ed a ciò si ispirata la sua pittura. Si vuoi dire insomma che Venanti non fa la pittura per la pittura », ma con questa vuoi anche .denunciare » specialmente quello che, secondo il suo punto di vista -e non solo il suo -sono i mali di oggi... Il pittore Venanti è un artista che sa quello che vuole e non affida mai al caso i risultati della sua pittura. Queste poche parole che ho scritto non sono e non dovevano essere una critica, ma solo un modesto omaggio al collega ed amico Franco Venanti. 

DA UNA LETTERA DI DOTTORI a VENANTI 9 Agosto 1970





...Nella galleria di via Montenapoleone c'era la gente che più o meno sempre s'incontra ai vernissages: gente che conta e no Difficile riconoscere gli uni dagli altri. Facile è invece in genere distinguere lì in mezzo l'artista, il pittore per il quale s'era mossa quella fetta di mondo così caratteristica. Non vedevo Franco Venanti da oltre quindici anni. Andavo a cercarlo nel posto e nell'oc-casione forse meno indicati. Non sono i cocktails i più adatti ad una rimpatriata. Chissà com'era cambiato! Tutti si cambia in quindici anni, magari senza accorgersene. Ma un pittore ormai famoso, anche cambiando, trova modo di farsi riconoscere da chiunque. È tipico degli esteti aggiungere al proprio aspetto qualcosa che li distingua e quasi li. Perciò non ebbi timore che Venanti mi sfuggisse di vista anche se fosse cambiato in quegli anni così veloci e difficili per tutti. Eppure, in quella galleria milanese, stentai on poco a trovarlo. Non tanto per il suo cambiamento esteriore (era identico a quando lo incontravo vicino al cinema Pavone che andava o veniva dal negozio del padre), quanto per l'atteggiamento fra i più mimetici possibili. Stava in disparte, guardava con curiosità, ma sembrava u visitatore non il protagonista. E questo mi spiegò, sembra strano, tante cose di lui pittore: tento, pronto, ma non esibizionista, distaccato da quanto lo circonda quel tanto che serve all’ obiettività, incuriosito senza darlo a vedere del suo prossimo che coglie in questo modo nei momenti di verità più autentica. E fu facile, facilissimo, riprendere con lui un discorso che non sembrò essersi mai interrotto e che continua con tutti quelli che, come lui, riescono a guardare vedendo con chiarezza le cose meno evidenti forse, ma più importanti.

ENRICO VAIME

Anche soave. Oppure antinomie. Si potrebbe dire -per illustrare l'opera di Franco Venanti, artista e uomo libero - del "procedere per antinomie": il suo atelier perugino che non ha mai abbandonato e la sua cultura che, tra echi e rimandi, spazia tra i secoli e luoghi dell'inderscinibilità e occhieggia dalle sue tele forgiando icone in forma, di ufficiali umbertini, etere della Bella Epoque, generali del "quindici-diciotto", Napoleoni tracotanti. Ma anche un'idea ossessiva dell'arte, ovvero, del "come rendere visibile l'invisibile"E ancora: una certa idea del potere in affanno…

Il pittore, nella sua officina, non si adopera nell'inventare un qualcosa di nuovo, piuttosto si fa carico dello svuotare, del togliere e del ripulire le didascalie, gli oggetti figurativi e creare dunque simulacri "del testimoniare". Il pittore -è ovvio -non è un documentarista. L 'uomo col cilindro che gioca a scacchi da solo in "La prima mossa", rivela di essere seduto con gambe di bimbo su uno di quei seggiolini da infante. "L'Apocalisse", un'idea della sensazione (o sensazione dell'idea), è svuotata dall'ingombro delle sue didascalie. Offre a se stessa, come unica difesa, una siepe di ombrelli aperti a bilanciare la fine dei tempi, a preservare visi atterriti dagli sguardi cupi, dalla dama con la falce che in orizzonte di fuoco annuncia i suoi foschi presagi

PIETRANGELO BUTTAFUOCO

.... In questa esplorazione dei grandi depositi del sogno e del subconscio, c'è chi si tuffa e sente il fascino dell'abisso, e cerca i Moby Dick della memoria preistorica, i mostri del buio profondo, e chi -come Venanti -esplorando sotto il primo velo dell'acqua, ancora luminoso, ma già denso di rifrazioni magiche, evoca misteri, figure, incubi, sussulti d' angoscia, vibrazioni che hanno sempre la luce dell'alba, quando i sogni convivono con i milioni di cellule già in risveglio. Operazione difficilissima perché ad ogni passo lo strato sottile e popolarizzante che divide la memoria dal presente, il sogno dalla realtà, rischia la lacerazione e la vanificazione. Di quadro in quadro siamo portati a seguire l'opera di Venanti - acrobata del colore, del disegno e della composizione -col fiato sospeso, ma il filo sottile sul quale egli procede è sempre teso, e il suo passo sicuro strappa l'applauso.

CARLO LIZZANI





....Venanti viene da lontano e parla da lontano con segni leggeri e delicati. I colori accesi (il chiasso) nor sono il suo forte. I suoi spessori di umanità puntano su un recupero minimo, su frammenti, "nuances"; eppure, se uno di noi si dovesse servire di una sonda per carpire i segreti di una megalopoli, quella offertaci da Venanti potrebbe servire al nostro caso. Una delicatezza che non si nasconde la violenza dell'alienazione e del sesso -in queste opere enigmatico e onnipresente -; un'aristocrazia di figurazione a cui non sfuggono i problemi della coesistenza -in queste opere allontanati come in uno speco -.[...]

DOMENICO REA



…Ti racconta storie di fantasmi, anzi di ectoplasmi. Antenati che ricompaiono visti attraverso un velo o un vetro riflessi da uno specchio scrostato, semiaffacciati a una finestra buia; nonne di campagna, generali a riposo, donnine allegre sepolte nel ricordo; a volte sono i ritratti patetici dei caduti sul Carso e sull'Isonzo, nella stessa luce sfumata dei ritratti tombali.

I colori sono sbiaditi, tenui, corrosi (forse è questa la "coerenza cromatica"). Ma la coerenza io la ritrovo anche nella tematica, nella fedeltà all'ispirazione, nelle minime variazioni ossessive sui temi che 10 assillano, che poi sono i grandi temi del sempre: il sesso, l'amore, la morte.

LUCIANO SALCE





...Vuoti che parlano di passato, di morte, ma che invocano la speranza che è vita, il futuro che è vita, l' amore che è vita.

Gli emblemi sono tutti scoperti e leggibili. Venanti procede con un poeta, per metafore.

E se la poesia è metafora, le sue visioni sono poesia: poesia i lampi con cui egli accende squarci di luce surreale, apre gli spiragli sul mistero del nostro esistere, e chiede aiuto alla natura (...) e alla donna chi della natura è il canto più perfetto. [...]

LUCIANO LUISI



...Così ogni quadro di Venanti è un brano, un capitolo della sua autobiografia più intima che si risolve tuttavia grazie alla sensibilità dell'artista in un evento pittorico di raffinatissima qualità e pertanto di piena autonomia e validità poetiche.

ENZO CARLI





...Quando, in una notte rigida, nella sua splendida Perugia, in uno studiolo cavato da un antico torrione, vidi quadri e stampe, sappi dir poco all'autore: buon segno per me, direi, e per lui. Lo stupore, infatti il senso risaltante dell'invenzione, la complessità dell'opera dove nulla dell'ordine delle cose sembra violentato, ed invece è tutta una sottile inchiesta che ti punge attraverso le immagini di questo mondo fatto disfatto e rifatto, non possono provocare verbali esplosioni, ma impongono stati di meditazione, e quasi di sgomento.

C'era il silenzio con noi, in quello studio, e tale silenzio non divideva l'autore da me, amico, ma ne declinava una dimensione inconsueta inutile, in una berve nota senza pretese qual è la mia, indugiarsi il diagnosi particolari sulle opere: preme di più poter dire e affermare com'è lecito qui, quale porzione dell'uomo risulta calata in questa opera singolarissima, al di là delle solite citazioni, eventuali parentele eredità con antichi e moderni: vieta letteratura, sempre deviante ai fin di una autentica scoperta.

Franco Venanti è un uomo che vive dentro all'arte; col mondo ha il suo colloquio nel mistero della sua solitudine preziosa.



GASTONE BREDDO





Franco Venanti,perugino, è uno di quei personaggi che bisogna conoscere personalmente,coi quali bisogna parlare per poterne scrivere non genericamente. ...la prima impressione è di trovarci davanti a un personaggio tutto cultura, che programma ogni quadro secondo una formazione tutta culturale... Entrando nel mondo di Venanti si ha l'impressione di procedere in un labirinto, popolato di scimmiette, di cavalli di legno, di galli, di colombe e pappagalli, perdendo via via, con tutte queste piacevoli distrazioni la via maestra per il ritorno alla luce della natura, come se un potere occulto gradualmente ti avvicinasse, come se una maga Circe ti incatenasse e ti trattenesse...

RAFFAELE DE GRADA



...Mondi pieni e affollati o solitarie figure, personaggi dal passato e donne dalla carnosa femminilità, angeli alati e animali: ovvero la fantasia che trova le sue matrici nella conoscenza e nell'esperienza, nel potere della reminiscenza che si realizza in un caos onirico dalla vitalità unica...

SENATORE FRANCO ASCIUTTI

(Presidente Commissione Cultura del Senato

 

inoltre hanno scritto su di lui:

Giorgio Albertazzi, Adriana Alessi, Mauro Avellini, Piero Baldassi, Ignazio Baldelli, Umberto Baldini, Gaspare Barbiellini Amidei, Massimo Bavastro, Carlo Bellucci, Lisa Belotti, Sergio Benincasa, Raffaello Bertoli, Alessandro Bevilacqua, Carlo Vittorio Bianchi, Gianfelice Billi, Armando Biselli, Tony Bonavita, Leonardo Borgese, Alessandra Borghi, Stefano Bottini, Franco Bozzi, James Bradley, Tony Brant, Gastone Breddo, Bruno Brunori, Sabrina Busiri Vici, Renè Buthaud, Pietrangelo Buttafuoco, Franca Calzavacca, Giuseppe Calzoni, Alessandro Campi, Domenico Cara, Franco Ceriotto, Arianna Cerquiglini, Enzo Carli, Pier M.L. Carosi, Carlo Carrà, Aureliano Casali, Pino Casarini, G. Cenna, Franco Cetta, Francobaldo Chiocci, Salvatore Chiolo, Ferruccio Chiuini, Otello Ciacci, Italo Ciaurro, Dino Cimagalli, Fausto Cimara, Renato Civello, Domenico Coletti, Virgilio Coletti, Enzo Coli, Paola Cortese, R. Crowin, Gustavo Cuccini, Arianna Dagnino, Elsa De Giorgi, Raffaele De Grada, Bruna De Medici, Paolo Di Stefano, Antonio Donat Cattin, Gerardo Dottori, Giancarlo Dozza, Bruno Dozzini, Massimo Durani, Vittorio Emiliani, Cecilia Farina, Marco Fedy, Arianna Feliciani, G. Fincato, Lionello Fiumi, Gaio Fratini, Lorenzo Gagliardi, Ilia Galàn, Pino Galeotti, Roberto Gervaso, Romanin Giacur, Fausto Gianfranceschi, Eugenio Giannì, Mario Giannotti, Luigi Gianoli, Mario Gorini, Gower, Fausto Cozzi, Toyo Kabaiama, Fausto Ianni, Pietro Ingrao, Marcello Innocenti, Ugo La Malfa, Claudio Lanti, Luciano Lepri, Abram Lerner, Gianni Letta, Carlo Lizzani, Leo Longanesi, Gianfranco Lucantoni, Loreto Luchetti, Luciano Luisi, Piero Magi, Guglielmo M. Malchiodi, Franco Mancini, Susanna Mancinelli, Vera Manuele, Giuseppe Maradei, Piero Marcellino, Giovanni March, Valerio Mariani, Nando Martelli, Eduardo Martinez, Salvatore Maugeri, Alberto Mazzetti, Paolo Meattelli, Sandro Meccoli, Raimondo Meloni, Cristoforo Mercati (Krimer), Elio Mercuri, Benito Mincio, Mario Monteverdi, Andrea Monti, Cornelia Morataboga, Carlo Munari, Federico Napoli, Armando Nocentini, Giuseppe Occhioni, Tommaso Paloscia, Renzo Pardi, Dino Pasquali, Giovanni Perari, Litta Pellegrini, Mario Perazzi, Domenico Petrocelli, Franco Piccinelli, Federica Picciolo, Mario Pistono, Gianmaria Polidoro, Mario Pomilio, Antonio Carlo Ponti, Mario Portalupi, Gianni Raviele, Domenico Rea, Settimia Ricci, Gianfranco Ricci, Renato Righetti, Giorgio Rinaldi, D. Rosini, Francesco Rossi, Wanda Rupolo, Luciano Salce, Giancarlo Scoccia, A. Scotti, Carlo Segala, Alberto Sensini, Pio Semeghini, Luigi Servolini, Bruno Sestili, Ennio Severino, Jiakko Sievanen, Bepo Spela, Nanni Spetia, Claudio Spinelli, Tito Stagno, Gaetano Tamborrino Orsini, Tato, Federico Tofi, Duccio Travaglia, Guido Trentin, Giovanni Tria, Francesco Vagni, Silvana Vailer, Enrico Vaime, Mino Valeri, Paul Van Merode, Alehsandar Varga, G. L. Verzellesi, Peppe Vespa, Dino Villani, Umberto Zaccaria, Massimo Zangarelli, Silvia Zerilli, Guglielmo Zucconi.

 

Hanno espresso giudizi critici su alcune sue opere:

Primo Baldini, Luciano Bertacchini, Renzo Biasion, Luigi Carluccio, Luigi De Ambrosi, Giuseppe Marchiori, Vasco Melani, Enrico Paolucci, Mario Penelope, Guido Perocco, Paolo Pisteri, Pietro Sacati, Valeria Valeri, Marcello Venturoli, Bruno Viano.

Notizie e commenti sono stati pubblicati sui quotidiani:

"La Slesia" di Vercelli; "La Stampa" di Torino "La Gazzetta" di Parma; "Il Nuovo Corriere" di Firenze; "Il Giornale dell'Umbria" di Perugia; "Il Messaggero" di Roma; "Il Socialista" di Perugia; "Il Giornale del Mattino" di Firenze; "Il Tempo" di Roma; "Il Tirreno" di Livorno; "La Nazione" di Firenze; "Giornale d'Italia" di Roma; "Il Popolo" di Roma; "Paese Sera" di Roma "L'Unità" di Roma; "La N azione Sera " di Firenze; "Il Telegrafo" di Livorno; "La Gazzetta del- lo Sport" di Milano; "Il Corriere Lombardo" di Milano; "L'Arena" di Verona; "Il Gazzettino" di Venezia; "Nuova Gazzetta di Reggio" di Reggio Emilia; "Il Quotidiano"; "L'Avvenire d'Italia"; "L'Avanti" di Roma; "Il Corriere della Sera" di Milano; "La Notte" di Milano; "Momento Sera" di Roma; "Libertà" di Piacenza; "La Voce"; "II Popolo dell'Umbria"; "Il Resto del Carlino" di Bologna; "Corriere dell'Umbria"; "La Gazzetta di Mantova"; "La Voce" di Mantova; "Il Nuovo Torrazzo"; "La Provincia"; "Prima Pagina"; "Il Centro".

Su settimanali e periodici;

"La Gazzetta dell'Umbria"; "Vita veronese"; "Perusia"; " Augusta Perusia"; "Tempo"; " Arte Rama"; "Umbria Rama"; "Scena illustrata"; "La Sonda"; "Il Narciso"; "Bolaffi  Arte"; "Via Libera"; "Borsa d' Arte"; "Notiziario d' Arte"; "Il Borghese"; "Pensiero ed arte"; "La Fiera Letteraria"; "La Revue Moderne des Arts"; "Praxis": "Snort Umbria": "Radio Corriere"; "Prospettive Umbre"; "Umbria Amica"; "L'Eugubino"; "Epoca"; "Forza Perugia"; "Capital";"L'Europeo"; "Gente". "Il Settimanale dell'Umbria". "Prime, , Umbria"; "Fuori Gioco"; "L'ingegnere Umbro"; "Umbria Più"; "Umbria Regione"; "Gente Viaggi"; "L'Editoriale"; "Frontiera 2000"; "il Caffè".

Servizi radio-televisivi sono stati messi in onda sul 1°,2°,3° canale della RAI. E stato realizzato dalla RAI TV il cortometraggio "Ricordo immaginario" del regista Pino Galeotti, nel gennaio 1987. La prima rete televisiva della RAI ha mandato in onda un ampio servizio sull'opera di F: Venanti dal titolo «Colori dei tempi andati».

 

Altre pubblicazioni di e su F V.:

La pittura italiana del '70; Venti anni di arte figurativa; Catalogo Bolaffi; Arte italiana per il mondo; li mercato artistico italiano 1800-1900; Incontro artisti contemporanei; Artisti critici e collezionisti; li Quadrato; L'Enciclopedia internazionale degli artisti; L'Argine letterario; Incontri d'arte contemporanea; «Augusta Perusia -Angusta Perusia», 1 00 disegni di Franco Venanti presentati da Francobaldo Chiocci e Roberto Gervaso; «La pittura di Franco Venanti», Francesco Vagni; Vademecum dell'arte italiana; Catalogo Monteverdi; Pittori e scultori contemporanei; Quaderni umbri; Annuario degli artisti umbri; Eco della critica; Almanacco umbro; Guida all' arte contemporanea umbra; Artisti italiani 74; «Franco Venanti», Domenico Rea, Francobaldo Chiocci; Augusta per. ..uggia; «li Messaggero -Cento anni di notizie dall'Umbria»; Trasparenze di un castello di Venanti - D. Cimagalli, presentato da Giorgio Albertazzi; Pizzi e nastrini di Venanti e Vaime; Przekroj (Polonia): il simbolismo di Franco Venanti; I versi d'oro; Memorie perugine; Alfabeto di Venanti; Genesi dell'agosto corcianese; Arte in Umbria. Il cappello a ciondoli di Venanti e Scoccia; Venantyricon;  Franco Venanti: Collana d'arte visuale; Quando una rondine faceva primavera.

 

 

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